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Interprete in viaggio: Iraq

Location: Iraq, Kurdistan.

Data: giugno 2011.

Argomento: incontri B2B, visite a cantieri edili, settore costruzioni metalliche.

Come tutti gli interpreti che viaggiano per lavoro con i loro clienti, i miei incarichi in questa occasione sono stati un “classico”: supportare il cliente durante incontri con i futuri clienti e consegnare messaggi nel miglior modo possibile. Gli incontri avevano come tema principale l’aspetto business, le future possibili collaborazioni e come creare contatti. Ciò nonostante, non sono mancati i momenti conviviali, le cene con i clienti e i momenti nei quali il contesto era meno formale e i temi affrontati più focalizzati sull’ambito culturale: è stata una bella occasione per imparare nuovi aspetti e differenti prospettive e punti di vista.

Di cosa si occupano gli interpreti?

Ci occupiamo di ascoltare il discorso di un oratore, capirlo e tradurlo in un’altra lingua, molto spesso simultaneamente. Tralasciando i soliti dettagli che tutti dovrebbero conoscere (per esempio, che ci sono tre tipologie di interpretariato: di simultanea, di consecutiva e di trattativa), si potrebbe essere portati a pensare che il nostro lavoro abbia luogo in posti raffinati e comodi come sale convegni (equipaggiate di comode cabine insonorizzate), tribunali e stanze meeting. La verità è che spesso dobbiamo viaggiare e avere a che fare con situazioni che vanno oltre la nostra comfort zone.

Talvolta ci troviamo a lavorare in posti che non sono affatto confortevoli. Ad esempio lavorare in paesi pericolosi e in contesti poco rilassanti.

Qualche dettaglio in più sull'Iraq

Iraq: uno dei luoghi più affascinanti e carismatici in cui abbia lavorato.

Erbil (regione Kurdistan) è una città incredibile: la sua Cittadella è una delle città fortificate più vecchie al mondo iscritta alla lista del Patrimonio dell’Unesco dal 2014 ed ha 8.000 anni di storia di popoli che ci hanno abitato. Ho anche lavorato a Kirkuk e Suleimaniah.

Sfide e opportunità

Sfide per l’interprete: stress. Ci si trova a dover interpretare in mezzo a carri armati, in mezzo a persone che imbracciano costantemente kalashnikov e altre armi d’assalto o che portano in tasca armi da fuoco, nel bel mezzo del deserto iracheno (tra l’altro, l’Iraq è un paese dal paesaggio mozzafiato). Questo ci rende il lavoro più arduo, come più difficile è mantenere la concentrazione. C’è bisogno di molte pause per bere (le temperature superano tranquillamente i 40°C) e per riposare. Oltre a ciò, la guerra è palpabile e si sente ancora la presenza di Saddam Hussein. L’Iraq mi ha offerto una delle esperienze lavorative più formative anche a livello personale (trovarsi a dormire in casa di civili su una brandina sorvegliata da guardie armate non è cosa di tutti i giorni).

CNN iReport

Le foto presenti in questo articolo sono state scattate da me durante la mia esperienza irachena, e se volete saperne di più, potete trovare il mio articolo scritto e pubblicato da CNN nel 2012.

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Socio ordinario AITI

Certificazione a norma UNI 11591:2015

Martina Lunardelli | interprete e traduttore professionale
Sede operativa a Pordenone – Friuli Venezia Giulia
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